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18 maggio 2021

Trapianto capelli: cosa accade dopo?

Trapianto capelli: una meticolosa operazione chirurgica

Definito anche autotrapianto o trapianto follicolare, il trapianto di capelli è un’operazione chirurgica a cui si sceglie di sottoporsi quando si soffre di calvizie androgenetica. È un intervento che prevede il trasferimento di unità follicolari (UF) per colmare le aree diradate dello scalpo. Il trapianto di capelli è un’operazione meticolosa che richiede una precisa preparazione del paziente, un intervento accurato e uno staff di alto livello.

Le fasi dell’intervento

In collaborazione con il dott. Piero Tesauro, medico specializzato in Chirurgia Estetica e Ricostruttiva, abbiamo ripercorso in modo sintetico tutte le fasi che contraddistinguono un intervento di trapianto capelli.

  • Fase 1 - La progettazione: il trapianto di capelli deve essere accuratamente pianificato mediante un disegno grafico su misura del paziente;
  • Fase 2 - L’anestesia: evita i fastidi dell’intervento e rappresenta una garanzia per il paziente;
  • Fase 3 - Il prelievo: prevede l’asportazione di una losanga (pezzo di cute dalla forma romboidale) di cuoio capelluto dalla regione occipitale, i cui bulbi verranno miniaturizzati;
  • Fase 4 - I microinnesti: gli innesti vengono selezionati sulla base delle unità anatomiche, così da trasferire i capelli con una maggiore naturalezza e percentuale di successo;
  • Fase 5 - I microfori: nelle zone colpite dalla calvizie, vengono effettuate delle piccole incisioni in cui gli innesti saranno inseriti;
  • Fase 6 - L’impianto: è la fase in cui gli innesti vengono posizionati con estrema precisione, pazienza e abilità;
  • Fase 7 - La medicazione: la scelta di mettere o meno la benda è correlata alla tipologia di intervento, ma in linea di massima non effettuare un bendaggio completo aiuta il paziente a ritornare il prima possibile alla sua quotidianità;
  • Fase 8 - Il post-operatorio: al paziente viene prescritta una terapia specifica per limitare il rischio di infezioni in seguito al trapianto capelli.

Affinché l’autotrapianto dei capelli comporti i risultati desiderati, non sono indispensabili solamente la preparazione chirurgica e la professionalità del chirurgo operante. È altrettanto essenziale costruire un appropriato rapporto di collaborazione tra medico e paziente. Questo perché, nonostante il chirurgo svolga la parte più corposa dell’intervento, il paziente ha il dovere di svolgere meticolosamente l’ultimo step: il post-operatorio. Ed è proprio su questa fase che abbiamo deciso di porgere la nostra attenzione.

Trapianto dei capelli: il post-operatorio

Molto spesso, la fase del post-operatorio viene percepita dal paziente con molta irrequietezza e ansia. Le domande che oscillano nella mente di chi si è appena sottoposto ad un trapianto dei capelli sono molte: “Farà male dopo?”, “Quanto saranno evidenti i segni dell’intervento?”, “Come potrò prendermi cura dei capelli ora?”, “Dopo quanto si vedono i risultati?”.

Vale la pena iniziare a rassicurare il paziente dicendo che le tecniche innovative e moderne hanno ridotto al minimo il trauma del post-operatorio. Grazie ai fogli di collagene, infatti, la formazione dei piccoli coaguli intorno agli innesti è notevolmente diminuita e ad occhio nudo è quasi impossibile scorgere i segni dell’operazione di autotrapianto. Tuttavia, è indispensabile che il paziente prenda le giuste precauzioni iniziali e segua scrupolosamente la terapia assegnatagli dal medico chirurgo.

Post-trapianto capelli: 2 precauzioni d’obbligo

Sono due le precauzioni che il dott. Piero Tesauro raccomanda a chi ha appena eseguito un autotrapianto capelli: evitare l’esposizione al sole e alle polveri.


Iniziamo con la prima. L’esposizione ai raggi solari comporta l’abbronzatura del corpo, cuoio capelluto compreso. Pertanto, prendere il sole durante il periodo di guarigione delle incisioni o nei due mesi successivi implica che esse assumano una gradazione di colore più scura, anche una volta che l’abbronzatura sarà passata.

La seconda esposizione da evitare, invece, è quella alle polveri. È importante che quest’ultime non raggiungano il tessuto ancora in fase di guarigione. Per questo, si raccomanda, almeno per le due settimane successive al trapianto capelli, di evitare di lasciare il cuoio capelluto scoperto se si ha a che fare con ambienti ricchi di polveri.

Sia che si tratti di esporsi al sole o alle polveri dell’ambiente circostante, è possibile prendere le giuste precauzioni indossando un cappello da baseball o una coppola. Così facendo, il cuoio capelluto e gli innesti resteranno tutelati dagli agenti esterni.

Terapia e prodotti per post-trapianto capelli

La terapia prescritta nella fase post-operatoria ha come obiettivo quello di prevenire il rischio di infezioni, l’arrossamento e il leggero gonfiore che potrebbero verificarsi nei giorni successivi all’autotrapianto. Detergenti specifici e oli lenitivi sono indispensabili in questa delicata fase, in cui, da un lato, bisogna stimolare l’attecchimento delle unità follicolari appena impiantate e, dall’altro, evitare qualsiasi tipologia di infezione.

Ciascun paziente affronta in modo differente la delicata fase del post-operatorio. Tuttavia, vi sono degli step che chiunque è stato sottoposto ad un intervento di questa tipologia si ritrova a vivere. Da cui, è nato il bisogno da parte dei migliori chirurghi di dar vita a un set di prodotti che potesse racchiudere ciò di cui un paziente ha bisogno dal momento in cui esce dalla sala operatoria. Kmax Healing Hair Transplant Post-Surgery Kit è stato progettato proprio per questo: per prendersi cura dei capelli e del cuoio capelluto dopo l’autotrapianto in maniera tanto delicata quanto efficace.

Trattamento post-trapianto ideale: un esempio concreto

Ideato grazie al connubio tra chirurgia e cosmesi, il kit di Kmax si contraddistingue per la sua capacità di fornire al paziente una terapia post-operatoria completa. Nello specifico, Kmax Healing Hair Transplant Post-Surgery Kit offre quattro tipologie di prodotti che possono essere usati in sinergia o individualmente (a seconda da quanto prescritto dal proprio medico chirurgo).

Il primo prodotto di cui si ha bisogno è l’olio lenitivo. Grazie alla sua azione antinfiammatoria, infatti, dona sollievo immediato e riduce il rossore nelle aree dove sono state impiantate le unità follicolari. Follicle Activator Supplement, invece, è un integratore per capelli che si contraddistingue per una duplice azione lenitiva e stimolante verso i nuovi capelli.

Vi sono, infine, i due detergenti: Kmax Foamer Shampoo e Kmax Cleanser Shampoo. Entrambi ultra-delicati e a base di aloe vera, vengono impiegati in due momenti differenti della fase post-trapianto. Si consiglia, infatti, nei primi giorni l’uso del detergente schiumogeno, mentre solo successivamente l’impiego di Kmax Cleanser Shampoo.

Dopo il trapianto capelli: i risultati

Quando si effettua un trapianto di capelli, come ci ricorda il dott. Piero Tesauro, è importante non avere fretta di vedere immediatamente il risultato. Infatti, i capelli sono organi asincroni, cioè hanno un ciclo di crescita sfasato rispetto ad altri animali.

Per cui, i capelli appena trapiantati non crescono subito dopo lo scorrere delle canoniche dieci settimane. È bene, infatti, considerare un periodo più lungo: tra le dieci e le sedici settimane. In generale, non si dovrebbero attendere i risultati del proprio trapianto prima del sesto mese. I risultati finali, se il trapianto di capelli e la terapia post-operatoria sono stati affrontati con meticolosità, tendono a migliorare sia per qualità sia per densità fino a un anno dall’intervento di autotrapianto.



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